Una testimonianza di sport e di vita: Giordano Cardellini all’Overtime Festival

A Macerata, l’arciere ha preso parte all’incontro “La vita si suda” e parlato a una platea composta prevalentemente da giovani. Lo ha fatto insieme ad altri due ospiti: Riccardo Tonti e Luca Panichi

“Overtime” è un festival per chi allena il corpo e la mente. Come gli arcieri. E come Giordano Cardellini

Reduce dal titolo nazionale indoor Para-Archery, ai Tricolori di Palermo 2020, nella categoria Visually Impaired 1, l’atleta della Sagitta Arcieri ha portato la sua testimonianza a Macerata

All’interno del festival. E di un incontro dal titolo “La vita si suda”, arricchito da altri due ospiti d’eccezione come Riccardo Tondi (calciatore della Nazionale italiana di amputati, con cui ha disputato due Mondiali e un Europeo) e Luca Panichi (scala le salite del Giro d’Italia in carrozzina). 

In occasione del confronto, moderato dal giornalista Dario Ronzulli, Cardellini ha centrato perfettamente il bersaglio: non con le frecce, come fa di consueto, ma attraverso le parole. L’arciere, infatti, ha parlato della sua esperienza e di come lo sport gli abbia permesso di cambiare in meglio la sua vita. «Prima dell’incidente – ha affermato Giordano – ero un ragazzo che tendeva a evitare le responsabilità e gli impegni. Dopo, invece, ogni cosa che mi si presentava davanti è diventata una sfida». 

Nel suo palmares, spicca pure il bronzo assoluto Visually Impaired 1 ai campionati italiani targa di Firenze, nel 2019.

Insomma, un sopraffino interprete del tiro con l’arco, ma anche del racconto. Tanto è vero che la sua testimonianza ha rapito l’attenzione e stimolato le emozioni di una platea composta soprattutto da ragazzi. All’appuntamento non è mancato nemmeno il presidente del Cip (Comitato italiano paralimpico) delle Marche, Luca Savoiardi. 

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